Patrimonio pubblico, la Provincia entra nel Piano città: quattro immobili al centro della rigenerazione

Edifici pubblici al centro della rigenerazione urbana.

La Provincia di Fermo ha sottoscritto l’accordo per il Piano città degli immobili pubblici, promosso dall’Agenzia del Demanio e condiviso con Comune, Regione, enti sanitari, Università Politecnica delle Marche e altri soggetti istituzionali. L’intesa punta a trasformare edifici e aree pubbliche in nuove opportunità per servizi, sviluppo e qualità urbana.

I punti principali

  • Quattro immobili provinciali entrano nel piano, che comprende complessivamente dieci beni.
  • L’obiettivo è rigenerare il patrimonio pubblico e rafforzare i servizi alla comunità.
  • Saranno attivati tavoli tecnici per definire progetti, destinazioni e modalità di finanziamento.
  • Tra le ipotesi figura anche il trasferimento degli uffici provinciali in uno degli immobili da recuperare.

Un accordo tra istituzioni

Il protocollo riunisce Comune e Provincia di Fermo, struttura commissariale per la ricostruzione post-sisma del 2016, Regione Marche, Università Politecnica delle Marche, Ast di Fermo, Prefettura e Agenzia del Demanio. La firma rappresenta il risultato di un percorso di collaborazione finalizzato a coordinare competenze e risorse.

Il Piano città considera gli immobili pubblici non soltanto come beni da amministrare, ma come strumenti per migliorare la vita urbana. La strategia comprende valorizzazione, rifunzionalizzazione, sostenibilità ambientale e potenziamento dei servizi, con una particolare attenzione alle esigenze delle persone e allo sviluppo del territorio.

I quattro immobili della Provincia

Tra i beni provinciali coinvolti c’è l’ex Enaip, oggi utilizzato per uffici pubblici e servizi legati alla formazione e al lavoro. Per l’edificio si valuta il rafforzamento delle funzioni esistenti e l’introduzione di nuovi servizi a beneficio del territorio.

Rientra nel piano anche l’area di via Zeppilli, estesa per circa 48 mila metri quadrati e considerata strategica per possibili interventi di trasformazione e sviluppo urbano. L’ex caserma dei Vigili del Fuoco, lungo viale Trento e attualmente destinata a funzioni amministrative, costituisce un altro bene da analizzare.

Il quarto immobile è l’area della circonvallazione nord, un’ampia superficie libera che potrebbe diventare uno dei principali ambiti per futuri progetti di rigenerazione urbana.

Gli altri beni coinvolti

Il piano comprende anche il complesso ospedaliero Augusto Murri e la vicina palazzina ex Inam. Quest’ultima è indicata come progetto pilota: l’intervento potrà partire quando il nuovo ospedale di Campiglione sarà operativo, consentendo di trasferire al Murri le attività dell’Inrca e gli ambulatori oggi ospitati nell’ex Inam.

Tra gli altri immobili figurano villa Vitali, chiusa e danneggiata dal sisma, l’ex tunnel della ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola, le ex scuole Fracassetti e Cavour e palazzo Sacconi. Per ciascun bene dovranno essere valutate funzioni future, condizioni e possibilità di recupero.

Dalla firma ai progetti

Il presidente della Provincia Michele Ortenzi ha sottolineato che la firma apre una fase operativa, con tavoli tecnici e studi progettuali curati dal Demanio. Il percorso prevede l’individuazione delle destinazioni, la progettazione, la ricerca delle risorse economiche e infine la realizzazione degli interventi.

Tra le ipotesi allo studio c’è il recupero di uno degli immobili inseriti nel piano per ospitare gli uffici della Provincia, liberando spazi a favore delle scuole. Si tratta, al momento, di una possibilità da approfondire nell’ambito della progettazione condivisa tra gli enti.

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