Il mercato immobiliare europeo si prepara a una nuova fase di crescita, nonostante tensioni geopolitiche e tassi d’interesse ancora elevati. Italia e Spagna emergono come i principali motori del rimbalzo, sostenute dall’interesse degli investitori internazionali, dalla domanda residenziale e turistico-ricettiva e dalle prospettive nei settori della logistica e dei data center.
Punti chiave
- Gli investimenti immobiliari europei hanno raggiunto 103 miliardi di euro nel primo semestre, in aumento del 3% annuo.
- La Spagna ha registrato una crescita del 60%, mentre l’Italia ha superato i 7 miliardi di investimenti, oltre il 30% in più su base annua.
- Il fatturato immobiliare europeo potrebbe arrivare a 1.358 miliardi di euro nel 2027.
- Logistica, living e data center sono tra i comparti con le prospettive migliori.
Investimenti in ripresa, ma con maggiore prudenza
La ripresa del real estate commerciale europeo prosegue in un contesto complesso. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha rallentato il ritorno dei capitali, senza però interromperlo. Gli investitori stanno privilegiando asset capaci di generare redditi stabili e di offrire una crescita strutturale nel lungo periodo.
Nel primo semestre, i volumi di investimento in Europa si sono attestati a 103 miliardi di euro. Il secondo trimestre ha contribuito con 53 miliardi, segnando un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La politica monetaria resta tuttavia un elemento di attenzione: eventuali effetti dei più recenti rialzi dei tassi potrebbero manifestarsi con ritardo, a partire dal 2027.
Italia e Spagna guidano il fronte meridionale
La Spagna si conferma tra i mercati più dinamici del continente. Nel primo semestre ha raggiunto 12,5 miliardi di euro di attività, con un incremento del 60% annuo. L’Italia ha fatto ancora meglio in termini di posizionamento relativo, superando i 7 miliardi e registrando una crescita superiore al 30%. Il risultato porta il Paese tra le principali destinazioni globali per i capitali internazionali.
A sostenere la Spagna sono soprattutto il buon andamento economico, la crescita demografica e l’attrattività dei segmenti residenziale e turistico. In Italia, invece, l’interesse si concentra sulle opportunità di valorizzazione urbana, sul living e sulle infrastrutture legate alla trasformazione digitale.
Un mercato europeo verso quota mille miliardi
Nei cinque maggiori Paesi europei, il valore delle transazioni immobiliari è arrivato vicino a 987 miliardi di euro nel 2025. Le previsioni indicano il superamento della soglia dei mille miliardi nel 2026, con una crescita del 4,6%, e un ulteriore aumento del 5,6% nel 2027. L’intero mercato europeo potrebbe raggiungere 1.358 miliardi entro il 2027.
La Germania manterrà il primato dimensionale, con un volume superiore a 330 miliardi, ma con ritmi di crescita inferiori al 3% annuo. La Francia dovrebbe passare da 220 a 234 miliardi tra il 2025 e il 2027. Più vivace la traiettoria della Spagna, il cui fatturato immobiliare potrebbe salire da 127,8 a 156 miliardi nello stesso periodo, con incrementi annui oltre il 10%.
Le opportunità nei nuovi settori strategici
La crescita non sarà distribuita in modo uniforme. Gli operatori guardano soprattutto alla logistica, sostenuta dall’e-commerce e dalla riorganizzazione delle catene distributive, al residenziale in affitto e ai data center, indispensabili per l’espansione dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali.
In un ambiente di tassi più elevati rispetto al decennio 2010-2021, la compressione dei rendimenti dovrebbe rimanere limitata. La selettività degli investitori, quindi, continuerà a premiare qualità degli immobili, solidità dei flussi di cassa e posizionamento in aree con crescita economica e demografica.
Fonti
- Italia e Spagna trainano la crescita dell’immobiliare in Europa, www.ilsole24ore.com › Casa.