Casa per chi lavora: in Italia servono 840.000 alloggi e 235 miliardi di investimenti

Edifici residenziali e grattacieli con gru in costruzione.

L’Italia avrebbe bisogno di 840.000 abitazioni per rispondere alle esigenze dei lavoratori, in particolare nei territori dove le attività economiche in crescita alimentano la domanda e fanno salire i prezzi. Per soddisfarla servirebbero oltre 70 milioni di metri quadrati residenziali e investimenti superiori a 235 miliardi di euro, secondo uno studio presentato a Rapallo.

I punti chiave

  • Il fabbisogno stimato è di 840.000 case: circa 540.000 per lavoratori continuativi e 300.000 per stagionali.
  • La risposta richiederebbe oltre 70 milioni di metri quadrati e più di 235 miliardi di euro di investimenti.
  • Le previsioni per il 2026 indicano 800.000 compravendite e prezzi in aumento del 9,8% su base annua.

Lo studio è stato realizzato da Scenari Immobiliari con Investire Sgr e presentato durante il 34° Forum del settore immobiliare a Rapallo. Le stime mettono in relazione la disponibilità di abitazioni con la capacità dei territori di attrarre e trattenere lavoratori e competenze.

Una domanda concentrata nei territori dinamici

Secondo il rapporto, oltre 25 milioni di lavoratori vivono in aree dove industrie solide e in espansione contribuiscono a creare tensioni abitative. In questi contesti l’offerta diminuisce mentre i valori immobiliari crescono, rendendo più difficile trovare soluzioni adeguate e compatibili con il potere d’acquisto delle famiglie.

Il fabbisogno comprende esigenze diverse: la quota maggiore riguarda chi lavora con continuità, ma circa 300.000 alloggi sarebbero destinati a lavoratori stagionali. Il dato richiama quindi anche la necessità di soluzioni flessibili, oltre che accessibili.

Mercato in crescita, nuove costruzioni sotto pressione

Le previsioni citate nello studio per il 2026 indicano 800.000 compravendite residenziali e un incremento dei prezzi del 9,8% rispetto ai dodici mesi precedenti. Al tempo stesso, la disponibilità di nuove abitazioni si contrae. Tra i fattori indicati figurano i maggiori costi di costruzione e ristrutturazione, l’incertezza normativa e le condizioni economiche dei singoli territori.

Questa combinazione rende più complesso ampliare l’offerta proprio dove la domanda legata al lavoro è più intensa. La stima di oltre 70 milioni di metri quadrati evidenzia la dimensione dell’intervento necessario, mentre la mobilitazione di capitali per più di 235 miliardi rappresenta la scala finanziaria prospettata dal rapporto.

L’abitare come leva di competitività

Per Francesca Zirnstein, direttrice generale di Scenari Immobiliari, la casa è al tempo stesso una questione sociale e una leva per la competitività territoriale e la crescita economica. La disponibilità di alloggi adeguati può aiutare imprese e territori ad attrarre e trattenere forza lavoro qualificata.

La sfida, secondo la direttrice, è adottare una visione di lungo periodo capace di conciliare sostenibilità economica, qualità abitativa e inclusione sociale. In questa prospettiva, il fabbisogno stimato potrebbe diventare un’opportunità per la filiera immobiliare e per le economie locali, a condizione che gli investimenti si traducano in abitazioni accessibili e coerenti con le esigenze dei lavoratori.

Fonti

Partecipa alla discussione

Confronta gli annunci

Confrontare