Settore residenziale: fuga dalle città

Come cambia il mercato immobiliare

Il settore immobiliare residenziale ha finora resistito alla crisi sanitaria che ci ha colpiti nella prima metà dell’anno, innanzitutto perché i prezzi delle abitazioni sono un indicatore economico “retrospettivo” che riflette con un certo ritardo gli effetti di una recessione economica. Tuttavia, lo spauracchio di un nuovo lockdown per Coronavirus, e il relativo crollo economico, porterà conseguenze immediate sul mercato immobiliare che interesseranno, in particolar modo, il tipo di proprietà da acquistare nonché la sua posizione. Per il settore residenziale si prevede una fuga dalle città.

Dal centro alle periferie per vivere meglio e spendere meno

Mentre il virus continua a diffondersi in tutto il mondo, si osserva che non colpisce le popolazioni allo stesso modo. Nelle grandi città, ad esempio, la maggior parte dei lavoratori è impiegato di concetto e può effettuare il telelavoro. Molti di loro sono potenziali acquirenti che non hanno subito perdite dirette di reddito nella prima metà del 2020.

Sebbene dopo tre mesi di lockdown i prezzi siano risaliti dello 1,5% nell’anno, il mercato non ha rallentato, ma per effetto dello smart working e, di conseguenza della DAD, c’è stato un cambiamento della domanda di acquisto: per avere più spazio i potenziali acquirenti di case sono disposti a spostarsi dal centro alle periferie.

Scelte diverse per esigenze diverse

Se dovessimo convivere a lungo con il Coronavirus, ci sarebbero possibili sviluppi a lungo termine nel mercato immobiliare. Se il virus, o la paura di questo, dovesse essere affrontato e contenuto da qui in avanti, fattori di micro-localizzazione come tranquillità, infrastrutture disponibili, spazi verdi, ecc., potrebbero svolgere un ruolo molto più importante nella scelta del luogo di residenza.

Allo stesso modo, dovrebbero acquisire importanza le caratteristiche delle abitazioni, in particolare la quantità dello spazio interno e la necessità di aree esterne. I luoghi residenziali in periferia diventerebbero improvvisamente più attraenti poiché molti dipendenti non dovrebbero più recarsi in ufficio ogni giorno. Quelli che offrono vantaggi fiscali sarebbero sempre più richiesti, mentre la pressione dell’urbanizzazione sui centri maggiori si attenuerebbe un po’. 

Sono molte le famiglie italiane disposte a spostarsi non solo per una questione di prezzo ma in quanto disposte a cambiare stile di vita. Le case fuori città, non più concepite come luoghi per le vacanze ma come abitazione principale, se scelte con cura, ti riallacciano alle metropoli con tempi di percorrenza ragionevoli.

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